Monday, October 17, 2011

An ordinary day in Italy


Dopo aver visto questo video mi sono sentito in obbligo di pubblicarlo sul Blog .
I pacifici "indignati" in azione !!!!! L`ignoranza e l`invida regnano sovrane !
Che paese !


Gli italiani : sempre pronti a correre in soccorso del vincitore !!!!
                                                                           Ennio Flaiano
Scusa Marco !!

Da Dagospia del 16 ottobre 2011

«Bastardo»,«venduto»,«buffone»,«vecchio schifoso» e sputi, grida, uova marce sul viso, livore, ignoranza. Questi sono alcuni esempi di  indignati. Non hanno rispetto neppure per il volto di un ottantenne, uno che a questo straccio d'Italia ha regalato una vita di battaglie civili, uno che la casta, la partitocrazia, l'ha combattuta quasi da solo,senza bandiere, senza mandrie ruminanti dietro la moda del tempo.
PANNELLA INSULTATO E CACCIATO DAL CORTEOPANNELLA INSULTATO E CACCIATO DAL CORTEOPANNELLA INSULTATO E CACCIATO DAL CORTEOPANNELLA INSULTATO E CACCIATO DAL CORTEO
Marco Pannella sta in piazza, attraversa il corpo degli indignados, con la sua faccia di sempre, i capelli bianchi e la coda di cavallo. C'è un video che racconta tutto. A vederlo, così, il giorno dopo è come una ferita. Quello che accade fa schifo. Non è questa l'Italia migliore. Non questi qui. Non questa gente. Pannella sorride. Chi più di lui ha il diritto di manifestare contro tutte le caste? Quasi non capisce quello che si trova intorno. Ci sono vecchi senza memoria e giovani arroganti.
PANNELLA CONTESTATO DAGLI INDIGNADOSPANNELLA CONTESTATO DAGLI INDIGNADOS
Lo circondano, lo insultano, lo cacciano, a un certo punto arriva uno con le tempie brizzolate e il cranio calvo, in giacca, jeans e un impermeabile bianco sulla spalla, si avvicina e passando sputa a tradimento verso gli occhiali di Pannella: «Non voglio stare vicino a questa carogna. Stronzo, pezzo di merda». E sputa ancora, con l'occhio cattivo, sdegnato se ne va, fiero del suo gesto. Pannella gli ride alle spalle, lo applaude: «Bravo, bravo».
PANNELLA INSULTATO E CACCIATO DAL CORTEOPANNELLA INSULTATO E CACCIATO DAL CORTEO
Ogni passo tra la folla è una bestemmia contro di lui. Alcuni lo affrontano con gli occhi avvelenati: «Non ti vogliamo qui, vattene. Bastardo. Vecchio maiale». È il coro di una massa che non sa quello che dice. È il lato pacifico dei black bloc. Quelli in nero spaccano vetrine e lanciano molotov e estintori. Questi vomitano violenza verbale, intolleranza, brandelli di ideologia spappolata. Nessuno di loro sa chi sia Voltaire. Chi solo vagamente non la pensa come loro va messo alla gogna. È quello che hanno fatto.
LO SPUTO -PANNELLA INSULTATO E CACCIATO DAL CORTEOLO SPUTO -PANNELLA INSULTATO E CACCIATO DAL CORTEO
Il peccato di Pannella e dei radicali è noto. Ci ha pensato Rosi Bindi a denunciarli alla santa inquisizione delle masse indignate. Quelli che sputano in faccia a Marco sono i suoi cloni. I radicali il giorno della fiducia non hanno scelto l'Aventino. Sono entrati in aula, alla Camera, perché credono nel valore della democrazia. Sono andati e hanno votato contro Berlusconi. Non sono d'accordo con lui. Non condividono le sue scelte di governo. Fanno opposizione come si fa in tutti i Parlamenti del mondo. Non hanno bisogno di demonizzare l'avversario per fare politica.
Tutto questo, però, agli indignati e a quelli come la Bindi non basta. Ma loro non capiranno mai uno come Pannella. Marco non si accontenta di far cadere un governo perché manca il numero legale. Le sue battaglie non hanno bisogno di finzioni. Pannella ha combattuto sempre viso a viso, con le parole, denunciando i ladri di verità, con lunghi monologhi circolari, pieni di incisi e parabole, accalorate o arruffate, lucide o metafisiche, con la fame e la sete, spogliandosi quando serviva di qualsiasi dignità, ma sempre rispettando l'altro da sé.
PANNELLA INSULTATO E CACCIATO DAL CORTEOPANNELLA INSULTATO E CACCIATO DAL CORTEO

Rosy Bindi
Rosy Bindi 



Ha combattuto la Chiesa senza mai bestemmiarla. Ha combattuto i ladri senza la forca. Ha combattuto i regimi assassini senza violenza. Ha visto quello che gli altri fingevano di non vedere, e lo ha denunciato quando quelli che oggi si indignano in piazza si spartivano favori e poteri. Pannella per dire no a Berlusconi non ha bisogno di andare in bagno. Eppure tutta questa gente continuava a urlargli «venduto»,«vai a prenderti il bonifico », «sono ottant'anni che campi con la politica». È vero. Pannella campa di politica. Senza politica forse sarebbe già morto. Ma non ha mai avuto bisogno di farsi una banca.Non hai visto nessuno indignato per gli sputi in faccia a Pannella.
Non hai sentito scrittori illuminati, giornalisti incazzati, comici vestiti da Savonarola, profeti savianeschi, opinionisti stizzosi, intellettuali stanchi, futuristi apocalittici, teatranti in occupazione, neppure uno straccio di generazione Trenta-Quarantenni. Niente. Dove cacchio siete? Non scandalizzatevi allora se tutto quello che resta di una giornata da indignati è lo sfregio nero dei black bloc. L'immagine di questa «stagione civile» sono gli sputi sul volto a un signore di ottant'anni che in vita sua non ha mai odiato nessuno
Black bloc in azione a RomaBLACK BLOC IN AZIONE A ROMA

A proposito dei Black "Mental" Block

Pubblico una lettera che ho ricevuto via Twitter .
Finalmente, un documento senza retorica, ne` di parte su come dovremmo considerare i dementi che hanno messo Roma e tutti i cittadini li` presenti sotto scacco .

Fatela leggere a quante piu` persone possibile



OTTOBRE 17, 2011
sul #15O
Potrei essere vostra madre, o vostra sorella - per fortuna non lo sono, perché
 immagino che per quanto amiate le vostre madri e sorelle, la loro saggezza vi appaia
 come un altro pezzo di quel presunto perbenismo che siete venuti a disfare con le
vostre mani, con le vostre braccia giovani, con le vostre spranghe e i vostri bastoni.
Ma non sono né vostra madre né vostra sorella, sono una giornalista, lavoro da
 tanti anni in una radio indipendente, e da poco meno di un anno faccio un lavoro
che prima nemmeno esisteva, il curatore di social media, una persona che verifica
 e sceglie contenuti tratti dal lavoro collettivo della rete per produrre a sua volta
 contenuti informativi.
Seguo da dieci mesi le rivolte arabe, e questo mi ha cambiato la vita.
Non solo perché le rivolte l’hanno cambiata a tante persone, ma perché le migliaia di
 ragazze e ragazzi che stanno lottando per il futuro dei loro paesi mi hanno restituito
 la passione civile, mi hanno fatto sentire interrogata sui modi in cui facciamo politica,
mi hanno strappato dal meccanismo di delega vuota degli ultimi quindici anni,
 e mi hanno fatto restare in un paese che prima volevo lasciare.
Studiare l’attivismo in rete mi ha condotto alle stesse conclusioni di altre decine
di curatori: non esiste bloggare o twittare da una posizione di neutralità; si può offrire
alla rete la propria esperienza di verifica, di studio, di approfondimento, ma si diventa
 partecipi, e in qualche modo attivisti, senza quasi rendersene conto, senza averlo
 deciso. E un bel mattino si accetta che sia così. Perché, vi assicuro, non si può stare
 immersi nella lotta di piazza Tahrir senza sentirsi in qualche modo responsabilizzati,
 interrogati nel profondo, chiamati ,non a riempirsi la bocca di slogan,
ma a fare sul serio.E così come faccio dirette Twitter sul Cairo col cuore in gola
perché ad ogni sit-in ocorteo uno di quei ragazzi può lasciarci la pelle - come è
successo a Mina Daniel,disarmato, durante il massacro dei copti il 9 ottobre -
così ho twittato la Roma del #15O con crescente apprensione.
Ho avuto paura che vi faceste accoppare da un poliziotto che perdeva la testa.
Ho avuto paura che vi faceste pestare a sangue come chi è stato a Genova dieci
anni fa ricorda bene e non dimenticherà mai.
 Ho avuto paura che saltaste in aria nell’esplosione di una di quelle auto che
avete bruciato.
Ho avuto paura che uno di quei blindati ubriachi vi investisse.
 Ho avuto paura che ammazzaste un poliziotto.
Ho avuto paura che il vostro disprezzo evidente per la gran massa di gente perbene
 fra cui vi siete mimetizzati vi portasse a ferire, o a uccidere, o a far uccidere,
una persona che un bastone o una spranga non li userebbe mai.
Poi ho capito che voi non avete paura.
Voi vi piacete così, vi sentite belli con la vostra ferocia, con la vostra rapida
coreografiadella morte, ho capito che corteggiate il pericolo, che non vi importa
 delle conseguenze,che pensate di non avere niente da perdere (e siete troppo
giovani per capire che invece da perdere neavete parecchio), e soprattutto ho capito
che non state costruendo niente.
 Senza quella folla immensa in cui vi siete nascosti - lo sapete benissimo -
 non siete niente,nessuno vi guarda, nessuno si cura di voi, non contate un accidenti.
È vero, siete bellissimi e subdoli e veloci come un branco di lupi che discende in pianura.
 I miei amici antagonisti vi ammirano, sono dalla vostra parte, riconoscono in voi una
rabbia profonda che tutti proviamo.
Salvo poi essere un filo confusi - infiltrati della polizia oppure intrepidi compagni?
Devo scrivervi perché ho rispetto per chi muore per le cose in cui crede.
Per chi non ha scelta.
Per chi in piazza ci va studiando, facendo fatica, mediando con persone che la
 pensano diversamente.
Per chi si stanca, e piange.
Per chi diventa eroe suo malgrado, e perde amici e fratelli, e pure non smette.
Per chi da dieci mesi non dorme una notte intera.
Per chi si interessa della democrazia e si domanda come crearne una che funzioni
 e darle il proprio contributo.
Per chi si fa un culo pazzesco nelle scuole, nella magistratura, nei sindacati clandestini,
 nei giornali censurati, nella tutela legale dei prigionieri politici, nel servizio d’ordine
della piazza più rivoluzionaria del mondo.
Per chi va in galera a vent’anni per aver scritto una cosa di troppo in un blog,
 o viene torturato per un graffito.
Per chi rinunciando ad armarsi ha scelto la strada più lunga e produttiva.
Per chi le botte e i gas lacrimogeni se li risparmierebbe se potesse.
Per chi i sassi li tira perché ha di fronte un apparato infernale e corrotto che da
40 anni lo schiaccia e lo tortura - e non per modo di dire.
Per chi soltanto una settimana fa ha visto i soldati gettare nel Nilo cadaveri
di cristiani disarmati. Voi siete solo imitatori, attori, pedine.
 Non avete rispetto per i vostri diritti, e ricoprite un
 ruolo ridicolo nella stessa recita che tanto detestate.
È nato un movimento internazionale,se vi va di rendervene conto,
che potrebbe perfino salvarci dal nostro provincialismo.
Ha quattro regole in croce, e chiede di rispettare solo quelle.
 Ha scelto la resistenza passiva - la studia, la pratica, sa a cosa serve.
Se volete, è anche casa vostra.Sta a voi.
Dentro al movimento, con le vostre forti braccia e magari anche il cervello,
 potete sperare di contare qualcosa. Ma se non avete rispetto, se non vi fidate
di nessuno, se siete cinici e nichilisti e avete già deciso che non cambierà mai niente,
 se pensate di essere un po’ più derubati degli altri, più precari degli altri, più
disoccupati degli altri, allora andate a fare gli esclusi per scelta sugli spalti
degli stadi, o a spaccare vetrine da soli finché non sarete cresciuti - con la
 vostra illusione di avere sempre ragione, di sfidare il sistema, o di distruggere
 i simboli della proprietà privata mentre è vostro padre che paga ancora le rate.
 Vi va bene che siete italiani. Vi va bene che qui c’è qualcuno a cui fa comodo
che esistiate, che finge di non vedere i bastoni nascosti a San Giovanni dalla
 sera prima, che non vi ferma alla stazione Termini mentre passate col viso
coperto e un metro di legno che vi spunta dagli zaini. Vi va bene che qui il
 rapporto di fiducia con la polizia è così corroso e malato che a via Merulana
 si è fatta un’assemblea tragica in mezzo ai lacrimogeni per decidere se
consegnare o no 3 di voi agli agenti - perché la polizia è maiale se ti carica,
 o se carica quelli sbagliati, ma è anche vigliacca se non ti protegge dai provocatori.
 Vi va bene che siete nati in un paese così bizantino e pieno di segreti che le teorie
 del complotto sono sempre lecite. Vi va bene che siete in un paese vecchio,
 l’unico in cui il movimento che dichiara la fine di un sistema fallimentare scende
 in piazza ancora coi suoi stracci di bandiere, con le sue divisioni tribali, con i suoi
 rottami di sindacato, col suo ritardo spaventoso in un paese governato
da un impunito. Vi va bene che siete in un paese ipocrita, teatrale, che sfila in tv
 ma poi alle assemblee di discussione non ci va, e che ha aspettato invano per
anni che qualcuno lo chiamasse in piazza invece di andarci e basta.
E vi va bene che siamo ancora così stupidi da organizzare cortei-fiume in
 mezzo ai palazzi più preziosi del mondo invece di occupare pacificamente
una piazza - perché certo, poi ci toccherebbe anche metterla in sicurezza
noi stessi, e tenerla pulita, e prendercene la responsabilità.
Vi va bene che vi sia stato offerto di nuovo un palcoscenico - voi, e tre ore
 di caroselli anni ‘70 delle camionette in diretta tv. Col “sistema” sembrate
 d’accordo almeno su una cosa: sul fatto che è meglio non manifestare del tutto
, che è meglio tenere la bocca chiusa e starsene a casa, cioè esattamente
l’opposto di quello che reclama questo movimento - il diritto a riprendersi
 lo spazio pubblico, e a usarlo per il bene comune. Avrete pure vent’anni ma
 siete vecchi anche voi, non scandalizzate nessuno, e vi lasciate usare.
Vi hanno fatto credere che la prima linea sia quella piazza da cui avete
 divelto i sanpietrini, e ci siete cascati. E invece, come vi dirà qualunque
vero rivoluzionario, la prima linea è dentro, e si trova insieme, e costa tempo,
 pazienza, e fatica.
Una cosa è sicura - questo movimento sarà anche ingenuo, ma tanto non sarete
 voi a cambiare il mondo. Avreste dovuto restare a bocca aperta, quando la
 basilica ha aperto i suoi giardini ai manifestanti soffocati dai lacrimogeni
 a San Giovanni. A bocca aperta per la bellezza straordinaria di quel luogo
che appartiene all’umanità intera, e che è nostro privilegio conservare a
prescindere dalla fede religiosa. E qualcuno avrebbe dovuto dirvi che a
 gennaio, per proteggere con una catena umana il Museo Egizio del Cairo,
 uomini e donne si sono presi per mano mentre dai tetti gli sparavano addosso
 i cecchini del loro stesso presidente. E che quegli uomini e quelle donne sanno
 che la non-violenza ha un prezzo salato, come 700 morti, che non si finisce
 mai di pagare. Ma ci ricordano che è uno strumento collettivo di straordinaria
 civiltà e potenza; ti permette di vincere battaglie decisive, ti migliora,
ti moltiplica, ti eleva, ti fa contare sul serio, e ti conquista il rispetto del mondo.
Marina Petrillo

Sunday, October 16, 2011

Come le Apps ci stanno cambiando la vita



Una ventina di anni fa , quando le attuali applicazioni tecnologiche erano distanti anni luce , in molte attivita` intellettuali e commerciali (all`alba dell`era del fax e quando i telefoni portatili pesavano qualche chilo ) , si doveva fare quasi tutto a mano.

Al tempo, io ero un "classico" agente di commercio, quello che oggi viene definito “salesman”,  e la gestione dell`agenda con i numeri di telefono dei clienti, era fondamentale per essere in contatto con gli stessi in maniera costante e professionale .

Proprio per il fatto di dover ogni volta andare "fisicamente" a controllare il numero di telefono del tal cliente , ricordo, che nella mia memoria , erano ben impressi almeno una trentina dei numeri di cui sopra ( di sicuro quelli piu` utilizzati ). Era come ,se in una  parte del mio cervello , avessi in qualche modo installato una lista di  contatti .


Oggi invece, basta semplicemente attivare la rubrica del telefono cellulare per far  apparire il nome della persona a cui vogliamo telefonare o mandare un messaggio e  l`unica cosa che dobbiamo ricordarci a memoria, e` il viso a cui associare il nome che abbiamo digitato .

Faccio questa riflessione , perche` soprattutto negli ultimi 5 anni , la tecnologia ha preso letteralmente possesso del mio modo di agire e comportarmi ; ed in  modo sempre piu` coinvolgente e continua giorno dopo giorno, a cambiare profondamente il mio modo di vivere.

Ritengo percio`, che la moderna tecnologia con la sua continua e veloce innovazione  , mi abbia in qualche modo " inibito" l`uso di quella parte di cervello (spero piccola ), che utilizzavo per memorizzare i dati relativi ai clienti di cui parlavo prima. 
Mi auguro pero`che in questi miei archivi ormai vuoti ,ci sia tutta un`altra serie di informazioni che ho immagazzinato nel corso degli anni.


Un`altra tecnologia che tutti stiamo utilizzando di continuo e che di sicuro ha  ridotto le ns capacita` di orientamento , e` quella dei navigatori satellitari . 
Sfido chiunque a ricordare come si arriva in una Via Verdi qualsiasi  e, un mio motivo d`orgoglio , e` di aver attraversato gli USA su strade secondarie  senza  aver usato il satellitare . Ad onor del vero , ho sbagliato strada solo un paio di volte (tra l`altro accorgendomene subito) solo nell`ultima tappa del viaggio .


 Un  esempio a  parte, i libri . Mi piace ancora toccarli ,accarezzarli , sfogliarli e averli tra le mani. Tutto quello che riguarda il resto dell`informazione cartacea , ho praticamente smesso di consultarla . Nell`ultimo anno poi, la scoperta di Twitter ha ulteriormente cambiato il mio modo di approfondire le informazioni . Mi spiego meglio, mentre prima il giornale lo leggevo tutto , oggi approfondisco  solo le notizie che mi interessano.Questo , se da un lato lo apprezzo perche` mi fa perdere poco tempo , dall`altro lo disapprovo perche` di fatto , limita la mia capacita` di informarmi su cose che apparentemente non mi interessano.

Comunque, sia che si tratti dell` indirizzo di un ristorante, sia che voglia leggere le notizie di un giornale, acquistare un qualsiasi biglietto o addirittura cercare una qualche offerta (a prezzo ridotto)di un prodotto che mi interessa, la mia mano va immediatamente sul palmare, dove, un leggero tocco del polpastrello, ho immediatamente ed in modo molto  dettagliato ,  l`informazione di cui ho bisogno .

 Le cosiddette Apps poi , mi hanno letteralmente cambiato la vita . Pero` , giusto per contraddire quanto appena affermato vi devo mettere al corrente che stamattina in edicola , ho notato l`edizione speciale di Wired magazine (la bibbia del settore) dove si presentano le migliori 400 Apps ( suddivise per categoria ) .


Wired Magazine Special Edition

Inutile che vi dica che l`ho comprato immediatamente e appena avro` finito di leggerlo, vi daro`qualche informazione utile sulle nuove applicazioni appena  uscite .


Nel frattempo , vi lascio con un paio di suggerimenti (soprattutto  per i fortunati possessori di iPhone )
Scaricate le applicazioni: 
360 Panoramica ( consente di fare fotografie a 360 gradi )
Groupon              ( consente di ricevere offerte di prodotti e servizi superscontati in poco meno di 500 citta` in giro per il mondo )


Stay tuned

New York indignados

Altra "classe" 
Per far valere le proprie ragioni non occorre distruggere e comportarsi da crimininali . 
Come potrete vedere nei due filmati allegati  ,se le proteste sono fatte in modo civile, 
 la magra figura la fa sempre il potere.
 Di qualunque coloro o simbolo esso sia .








Differenze tra Italia e USA 
Roma :devastazione e rivolta contro le forze dell`ordine = 12 arresti
NYC : occupazione abusiva di suolo pubblico = 95 arresti


A voi tirare le somme 






Il mio amico Sebastiano ha appena "postato" su Twitter la seguente frase :
Maestà..vi porto l'Italia di Vittorio Veneto.... 
Save the date - sabato 19 novembre 2011 


Considerando la situazione attuale e le centinaia di migliaia di soldati caduti per 
" portare al Re l`Italia di Vittorio Veneto "
 forse sarebbe stato meglio lasciar perdere


Buona domenica






  

Saturday, October 15, 2011

"La conversazione erudita è o l’affettazione dell’ignorante, o la professione di colui che è mentalmente disoccupato. "
(Oscar Wilde)

Friday, October 14, 2011

Un giro sull`Hudson

Per tutti coloro che amano la moto ( e non ) ! 
Ottobre , e` uno dei mesi  piu` belli per visitare NY Upstate e lo spettacolo del "foliage", la valle dell`Hudson River , e` uno dei posti migliori per godersi  la natura e divertirsi con la moto lungo le strade provinciali che costeggiano il fiume . 
Infatti , in  poco meno di 200 km ( vedi mappa allegata) , attraversando paesini che sembrano uscire dai films americani degli anni `50 , si possono vedere tutti i colori che la natura mette a ns disposizione .
Per quelli di voi che sono interessati ad affittare una moto e vivere una giornata a contatto con l`ambiente che circonda la citta` di New York , potete contattare : 
Jupiter rental Bike e chiedere di Chris ( http://www.jupitersmc.com/ )  . 
Fate pure il mio nome , vi trattera` con un occhio di riguardo .










Chris


Bald Eagle





My Baby










Cip (Ciop era impegnato ) 


Nel sito di cui sotto , tutte le possibili informazioni su quando e dove ammirare il cambio di colore delle foglie  

http://www.foliagenetwork.com/index.php?option=com_content&view=section&id=6&Itemid=53



Ah !!!!

E` notizia di qualche giorno fa : il mio amico Federico , ha ottenuto il brevetto di pilota aereo e mi ha detto che entro fine mese mi portera` ( tempo permettendo) a vedere lo spettacolo del foliage dall`alto .
Stay Tuned 






Wednesday, October 12, 2011

Back to the future

Salve a tutti 
dopo una decina di gg in Italia sono ritornato in citta`! Nei prossimi giorni aggiornero` il blog ( ultimamente sono stato parecchio impegnato ) . 
Vi lascio con un paio di foto spettacolari di un tramonto newyorkese visto da Brooklyn Heights .






Thursday, October 6, 2011

RIP Sig. Visionario

Oggi per me è un giorno triste .
Stamattina all'alba ( sono in Italia) mi è arrivato un messaggio che mi comunicava la morte di Steve Jobs. 
Pur non avendolo mai conosciuto , la notizia mi ha procurato  una fitta di dolore 
Mi mancherà !



Vi riinvio il link del post che ho preparato qualche settimana fa alla notizia delle sue dimissioni da CEO di Apple.
http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=4418295447668214651#editor/target=post;postID=8466828909180337465

e quello che Mr Richard Branson ha postato stamattina su Twitter



Steve Jobs - here’s to the crazy ones

In memory of Steve Jobs, here is a 1997 Apple advert he narrated, which featuring Richard Branson.
"Here’s to the crazy ones. The misfits. The rebels. The troublemakers. The round pegs in the square holes. The ones who see things differently. They’re not fond of rules. And they have no respect for the status quo.
You can quote them, disagree with them, glorify or vilify them. About the only thing you can’t do is ignore them. Because they change things. They push the human race forward.
And while some may see them as the crazy ones, we see genius. Because the people who are crazy enough to think they can change the world, are the ones who do."
RIP Steve Jobs. Read Richard Branson's blog on remembering Steve Jobs.

Mr Jobs , I'm sure you will continue to ride ...    forever.
Ciao





Quelli che............ Oh Yeahhhh . Da oltre tre anni mi era passata la voglia di sedermi davanti al computer e mettere per iscritto i ...